Uno scorpione vorticoso di luce funerea,
Un pozzo senza fine che avanza nell’oscurità nebulosa,
Un’ansa livida oltre il sipario calato di un’oscurità rilassata,
Beffarda e lasciva, gravida d’un amore tetro e incerto,
Colma della pietas cinica dell’ipocrisia cristiana,
La luna
Fissa e disprezza la notte viola ansimante e il perenne rantolo di morte
Dell’anima oscura e celebre dell’Uomo,
Stuzzicando spietatamente le angosce dal grande abisso,
L’intimo Fondo Dorico del dolore umano.
In bilico, lacerandosi, la massa del lume celeste
È improvvisamente libera, e ferinamente ruggisce se stessa fuori dall’azzurro,
Attende, attende, poi si allontana
E ti scruta furtivamente per esaminare
Inquieta, alla luce stessa di sé,
La chimica del tuo essere e l’origine della tua specie,
Fissando gli occhi infossati per penetrarti fino al midollo,
Battendo sulla tua fronte intorpidita le Verità Indaco-Falena,
L’insignificante granello riconosciuto del tuo nulla,
Gridandoti contro gli ululati di anime vecchie di mille anni,
Che tremano all’improvviso nel dolore attorno a te, i freddi uomini sepolti di ieri,
Abitanti delle notti misteriose e delle idee agili dei tre, quattro
Esseri il cui sangue pulsa oltre il collo,
Chi, sebbene simile a cadaveri, si guarda muto l’un l’altro
In uno stordimento agghiacciante di torpore vitreo, con un’ammirazione
Per la filosofia perenne in decomposizione, sciogliendosi deliziosamente,
Poesie polimorfe che si ritirano, nutrendo bassezze commerciali,
Sogni ridotti in polvere da una Natura sadica, che balla e schernisce
I topi intellettuali e, come concordato, li colpisce giù dal muro
Con artigli oscurati dal pericolo…
Poi, le stelle fisse schiaffeggiano il loro volto
Sul pianeta infelice del più Crudele Aprile
E sui confini di un piacere stanco…
Agape, in orgoglio ferito e assenzio superbo, la Galatea curva e informe osserva
Pietra lunare, dal suo giaciglio umile, da questo nostro umile inferno,
E tu, irritato e impenitente, emani amarezza,
Affermi la tua arroganza irrinunciabile
E la tua fierezza indomita che giunge dall’azzurro…
Il resto, il citoplasma sidereo, è oltre
Il mondo sferico della tua numinosa influenza magnetica…
Venezia, Settembre 1998